Nell'antica  mappa del catasto gregoriano  a Cappone viene indicato un unico edifico. Oggi quell''immobile è circondato da altre case ma conserva la memoria della sua funzione originaria di antica taverna e osteria che ha dato il nome ala frazione, dal latino caupo, cauponis cioè oste, taverniere.


Nei primi anni del Novecento, l'edificio serviva come stazione di posta per le diligenze in viaggio tra Pesaro e Urbino, utilizzata per la sosta dei viandanti, il cambio dei cavalli e lo smistamento della corrispondenza diretta all'ufficio postale di Colbordolo.

 Le memorie d'archivio rievocano l'arrivo della diligenza lungo la strada maestra tra il polverone dell'estate e il fango dell'inverno. Presso il Casino di Posta di Cappone, il postiglione staccava i cavalli affaticati per sostituirli con la pariglia di ricambio, mentre i viaggiatori scendevano nell'osteria per un bicchiere di vino e veniva ritirata la sacca della corrispondenza scesa a piedi dal colle di Colbordolo.

Dall'archivio Stroppa Nobili immagini di Cappone negli anni '50. 

Anche se le case a Cappone sembrano oggi numericamente contenute, sicuramente sono molto più numerose di come erano percepite dalla generazione di Rolando Ugolini, oggi ultranovantenne, rimasto uno degli ultimi testimoni della storia della comunità locale. Così il poeta e cantore di Morciola descrive la strada che da Morciola porta a Cappone, quando le case erano nominate con il cognome o il soprannome della famiglia che l’abitava:

La Morciola degli anni 50 del Novecento

È importante precisare che il toponimo Morciola come lo conosciamo oggi in realtà all'epoca non esisteva, o meglio esisteva ma era riferito alla vecchia chiesa posta lungo la stretta strada che conduce a Colbordolo. Il luogo come spesso capitava prendeva il nome da un punto di riferimento costituito da una bottega una famiglia, un edificio importante, o dai vari elementi messi insieme. Quello che oggi noi potremmo identificare come il centro di Morciola era da tutti conosciuto come "Sangian". Nei documenti ufficiali dell'epoca venivano utilizzate addirittura due denominazioni, due località non sufficientemente distinte facenti capo a "vocaboli catastali" (Pian del Casino e Colombara). La costruzione della nuova chiesa determinò quindi anche l'assegnazione definitiva della denominazione "Morciola".

Superato l'abitato di Cappone lungo la nazionale in direzione Pesaro, si incontrava: la casa contadina di Achille Battistoni "Chilin del Coc" di proprietà della famiglia Paolo Balduini del Gallo sopranominato "Preciso" "oggi abitata dai figli di Nello Pieri, seguiva il "Palazzo della bella" (sembra che il nome derivi dal fatto che nell'edificio vi abitò per lungo tempo una bellissima signora, forse anche di facili costumi), circondato da altre case, capanni, porcili, orti, un piccolo "condominio" con spazi comuni, un pozzo e un forno al servizio della comunità. Il "Palazzo della bella" costruito nel 1878 composto di 12 stanze e una grotta, era conosciuto da tutti come "el Palazz de Pidmont" (famiglia Tartaglia).